USB BARI_VERTENZA TRANSCOM: L'EVIDENZA È INVISIBILE AGLI OCCHI… DEL PRESIDENTE EMILIANO

Bari -

VERTENZA TRANSCOM

L’EVIDENZA È INVISIBILE AGLI OCCHI…

DEL PRESIDENTE EMILIANO

 

“Licenziamento mascherato”, così il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha definito la decisione di Almaviva, di trasferire alcuni dipendenti dalla sede di Milano a quella di Cosenza. Lavoratori con contratti part-time da circa 700 euro al mese, con famiglie, figli o anziani da gestire, mutui da pagare…

Non vi pare una storia già sentita, un copione che si ripete?

Milano come Bari, Almaviva come Transcom.

Ormai da mesi sosteniamo che il trasferimento dei Lavoratori del comparto privato della Transcom dalla sede di Bari a quella di Lecce equivale ad un licenziamento!

E, giustamente, quando i diritti dei Lavoratori sono messi in pericolo, le istituzioni devono fare la propria parte: il Ministro Calenda interviene direttamente e Almaviva sospende il provvedimento di trasferimento.

Questo è ciò che avviene a Milano.

A Bari, in Puglia, i Lavoratori della Transcom invocano da mesi l’intervento della Regione per trovare una soluzione a questa vertenza ma, ad oggi, le forze politiche interpellate, il Presidente Emiliano, l’Assessore Leo e la sua Task Force per l’occupazione appaiono sordi a qualunque appello.

I tavoli di confronto tra istituzioni, azienda e Lavoratori, sostenuti dalla USB, sono stati in più di un’occasione promessi e costantemente disattesi.

E’ infatti trascorsa ormai più di una settimana dal giorno 10 ottobre, quando l’Assessore Leo ha assicurato ad una delegazione di Lavoratori che entro il venerdì successivo (13 ottobre) avrebbe convocato la Task Force, con l’intento di riunire finalmente il famoso tavolo ufficiale. Stiamo ancora aspettando…

Ed intanto, la Transcom continua indisturbata a fare come meglio ritiene, nel totale silenzio di tutti quei soggetti che dovrebbero vigilare sul rispetto dei diritti dei Lavoratori e sul modo in cui le risorse pubbliche destinate a creare occupazione nel territorio di Bari vengano impiegate. L’ultima mossa dell’azienda è stata, infatti, quella di esonerare dalla attività lavorativa i dipendenti che hanno impugnato il trasferimento, nonostante vi sia un decreto sospensivo da parte del Giudice del Lavoro in attesa della udienza di Novembre.

Siamo, dunque, al cospetto di un'azienda svedese che crede di poter fare in Italia ciò che vuole - anche in barba alle determinazioni di un Giudice della Repubblica Italiana - ben certa che altri Organi dello Stato Italiano, la Regione Puglia in primis, non chiedano conto del suo operato.

Ad ogni giorno che passa si fa sempre più urgente la necessità che la Regione Puglia, così come ha fatto il governo nazionale, si decida a compiere dei passi decisivi e concreti per affrontare e risolvere questa vertenza, in un settore delicato e ormai cruciale come quello dei call center.

Bari, 18 ottobre 2017

 

USB Lavoro Privato Bari

 

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