Sanitaservice Policlinico di Bari: i lavoratori vincono in tribunale

Esclusioni illegittime, ipocrisia istituzionale e possibile danno erariale. USB: "continuerà la nostra mobilitazione fino a quando questa ingiustizia non sarà definitivamente sanata!"

Bari -

Quella della Sanitaservice del Policlinico di Bari non è solo una vicenda amministrativa: è l’ennesima dimostrazione di come, in questo Paese, i diritti dei lavoratori vengano calpestati proprio da chi dovrebbe garantirli.

Nel 2023 veniva bandito il concorso per operatori delle pulizie e ausiliari, presentato come strumento per stabilizzare i lavoratori precari che, durante la pandemia, hanno garantito servizi essenziali negli ospedali, spesso in condizioni difficili e con esposizione diretta al rischio.

Ma dietro la propaganda, la realtà è stata ben diversa!

Diversi lavoratori sono stati esclusi con la motivazione dei cosiddetti “carichi pendenti”. Una scelta grave, arbitraria e profondamente contraddittoria. Gli stessi lavoratori che per oltre due anni sono stati ritenuti idonei a operare nei reparti, anche nei momenti più critici dell’emergenza Covid, improvvisamente diventano non idonei quando si tratta di riconoscere loro un diritto alla stabilità.

Una decisione che ha il sapore amaro dell’ipocrisia istituzionale!

Quei lavoratori, però, non si sono piegati. Hanno fatto ciò che troppo spesso in Italia è necessario fare per vedersi riconosciuti diritti elementari: rivolgersi ai tribunali.

E i tribunali hanno dato loro ragione!

La magistratura ha riconosciuto il diritto ad essere inseriti nella graduatoria degli idonei della Sanitaservice, smascherando nei fatti l’infondatezza e l’ingiustizia delle esclusioni.

Ma non finisce qui: nonostante la notifica della sentenza la Sanitaservice ha pensato bene di non adempiere alla stessa, omettendo di inserire nella graduatoria degli idonei i nominativi dei tre ricorrenti illegittimamente esclusi, continuando peraltro ad assumere - mediante scorrimento della graduatoria – candidati collocati in posizioni successive a quelle in cui si sarebbero trovati i tre ricorrenti ove fossero stati inseriti nella predetta graduatoria; conseguentemente i tre lavoratori in questione si son visti costretti ad incardinare un nuovo giudizio per vedersi dichiarare il proprio diritto all’assunzione e comunque per il ristoro dei danni dagli stessi subiti a seguito della mancata assunzione.

Le scelte sbagliate e illegittime di questa gestione rischiano ora di produrre un danno erariale, con costi che ricadranno su una società pubblica e quindi sull’intera collettività. Ancora una volta, a pagare saranno i cittadini, chiamati a coprire gli errori di chi ha assunto decisioni discutibili e prive di fondamento.

È inaccettabile che siano ancora i lavoratori e i cittadini a subire le conseguenze di una gestione opaca e irresponsabile. È intollerabile che si giochi sulla pelle di chi ha garantito servizi fondamentali durante una delle più gravi crisi sanitarie della storia recente.

USB denuncia con forza questa gestione e chiede:

• il rispetto immediato delle sentenze;

• l’assunzione senza ulteriori ritardi di tutti i lavoratori aventi diritto;

• piena trasparenza nei criteri adottati;

• l’accertamento delle responsabilità per il possibile danno erariale;

• la fine di pratiche discriminatorie e arbitrarie.

Non accetteremo ulteriori rinvii, né silenzi.

Chi ha lavorato durante la pandemia merita rispetto, diritti e stabilità. Non elemosine, non cavilli, non esclusioni pretestuose.

USB continuerà a mobilitarsi fino a quando questa ingiustizia non sarà definitivamente sanata.
 

USB Puglia