RSU ILVA - CAPOLAVORO USB

Taranto -

 

COMUNICATO

Elezioni RSU ILVA TarantoElezioni RSU ILVA Taranto. 

USB secondo sindacato tra gli operai.Il vero rinnovamento lo fanno i lavoratori!

Grande affermazione dell’Unione Sindacale di Base che è il secondo sindacato tra gli operai

Le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali aziendali  RSU all’ILVA di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico del nostro paese, hanno visto una altissima affluenza al voto con oltre il 90%.

 

Altissimo il voto alla lista dell’USB, che per la prima volta partecipa alle elezioni e diventa il secondo sindacato tra gli operai, superando Fim i Fiom, con, complessivamente, 1837 voti, pari al 21%. Un risultato che premia  la nostra organizzazione sindacale, che si è battuta chiaramente e con determinazione contro lo strapotere della famiglia Riva, dei suoi protetti e dei politici e sindacati asserviti all’azienda.

 

Da molti mesi  tentiamo di far votare i lavoratori dell’ILVA, ricordiamo che già nel mese di maggio la nostra organizzazione promosse formalmente  le elezioni delle RSU, scontrandosi con il muro eretto dai sindacati complici dei Riva, FIM FIOM UILM, che si sono opposti in tutti i modi a tali elezioni. La scusa addotta fu che era necessario rinviarle per dar tempo a Cgil Cisl Uil di modificare il regolamento elettorale. Sono passati  molti mesi e di questo regolamento non si è vista traccia e li rinvio del voto, che la Fiom continua a richiedere, avrebbe avuto l’unico risultato di non far votar i lavoratori per molto tempo ancora.

 

Crediamo sia assolutamente scorretto, come fa la Fiom,  addebitare le  ragioni di una sconfitta politica alle procedure elettorali. L’USB ha fatto le elezioni senza avere neanche un minuto di permessi sindacali, senza agibilità, ed a spese proprie, in un clima di tensione creato dall’ILVA verso i nostri rappresentanti che sono stati minacciati, colpiti da innumerevoli ed immotivati provvedimenti disciplinari ed anche licenziati. I risultati elettorali parlano per noi.

Ancora una volta i lavoratori mostrano, con il voto, di non gradire i venditori di fumo; non si può stare con il padrone per anni e poi, senza neanche chiedere scusa del proprio operato ai lavoratori, rivendicare il ruolo di paladino della democrazia.  

 

In questi mesi la famiglia  Riva ha continuato ad inquinare, a causare morti sul lavoro a corrompere sindacati ed istituzioni per poter continuare ad agire indisturbata.

 

A quella greppia non sedevano i lavoratori, i cittadini di Taranto, ne tanto meno vi era seduta l’USB che si è costituita all’Ilva proprio contro questo sistema che vedeva tra i principali protagonisti la FIM la UILM ed anche quella FIOM che dopo essere stata asservita ai Riva per tanti, lunghissimi, anni  oggi ha tentato in modo maldestro di ricostruirsi una verginità tra i lavoratori dell’ILVA.

 

I risultati parlano per noi altrettanto chiaro. L’affluenza al voto e i risultati smentiscono chi, con la scusa della democrazia, di cui non si sono preoccupati per 20 anni, voleva rinviare le elezioni in fabbrica con il triste e inaccettabile obbiettivo di continuare in una logica di consociativismo con l’azienda.

 

Può iniziare ora  una nuova fase sindacale a sostegno dell’operato della magistratura tarantina, che vedrà l’USB in prima linea per la difesa e per il risanamento dell’area tarantina, e per la difesa e lo sviluppo dell’occupazione, impegno che  l’USB, anche alla luce del positivo risultato elettorale, ribadisce e assume come prioritario.

Comincia ora una lunga battaglia per la difesa dei lavoratori e della salute nei luoghi di lavoro e sul territorio, ribadendo che queste elezioni rafforzano le posizioni di chi come l’USB da tempo rivendica la nazionalizzazione dell’impianto e la requisizione  dei profitti dei Riva che devono essere impegnati per il risanamento ambientale dello stabilimento e dell’area tarantina.

 

Un ringraziamento a tutti i lavoratori che ci consegnano un risultato storico e a tutti i compagni che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato.



Taranto, 29 novembre 2013

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