ROBERTO SAVIANO: ACCADE A PIACENZA...

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Accade a Piacenza.

 

Abd Elsalam Ahmed Eldanf aveva 53 anni. Aveva, perché come tutti sappiamo è morto.

Il fratello di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, intervistato, racconta che in Egitto suo fratello non faceva l'operaio, ma il professore, ma questa è un'altra storia.

In Italia, Abd Elsalam Ahmed Eldanf non era un lavoratore precario perché dal 2003, come riporta la stampa, aveva un regolare contratto di lavoro (risparmiateci vi prego la lagna degli stranieri che vengono a togliere lavoro agli italiani, siate ragionevoli e parliamo in maniera civile).

Se aveva un regolare contratto, perché mai Abd Elsalam Ahmed Eldanf, due notti fa, era in strada a manifestare davanti ai cancelli dell'azienda che lo aveva assunto? Era un lavoratore irriconoscente? No, non lo era. Ci crediate o meno, Abd Elsalam Ahmed Eldanf stava manifestando a margine di una riunione tra Usb (sindacato di base) e l'azienda per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato.

Quindi stava manifestando per diritti che non erano i suoi. Per diritti che per lui erano già acquisiti. Possiamo dire che in Italia gli stranieri non vengono solo a "sottrarre lavoro agli italiani" ma anche a lottare per i nostri diritti? Credo di sì. Possiamo dirlo.

Le dinamiche della morte non sono per ora chiare. L'Usb sostiene che si tratta di un "omicidio padronale" e che l'autista del tir che ha investito Abd Elsalam Ahmed Eldanf lo avrebbe fatto forzando il picchetto "incitato da un addetto vicino all'azienda" (parole del sindacalista Riccardo Germani).

La Procura esclude il dolo e parla di "omicidio stradale".

Non mi interessa entrare nella dinamica di fatti gravissimi che sarà la procura, attraverso le testimonianze delle persone presenti, a chiarire.

Mi interessa invece fare qualche considerazione su come il Governo, Cgil, Cisl e Uil hanno reagito e come hanno commentato questa terribile vicenda, Mi interessa capire quale posizione abbiano preso.

Il Governo derubrica la vicenda a "incidente sul lavoro".

La Cgil non si esprime nel merito della contestazione, ma si limita a commentare come farebbe un qulsiasi utente da social: "fatto grave e inaccettabile".

Per la Cisl si tratterebbe di un "imbarbarimento della convivenza civile".

La Uil non se la cava meglio e parla di "termometro di una violenza verbale e anche fisica che sta avvelenando il dibattito politico e il livello culturale del Paese".

Dal Governo e dalla triade sindacale non è possibile accettare questi commenti a margine di un fatto gravissimo: la morte di un operaio straniero residente in Italia, con contratto regolare e stabile, che manifesta insieme a un sindacato di base per far rispettare i diritti di lavoratori per i quali la triade sindacale non nutre alcun interesse.

Tanto valeva tacere, se le dichiarazioni dovevano essere queste.

Tanto valeva evitare questa figura meschina, tanto ormai dal Governo la triade sindacale ha ottenuto la tanto agognata assicurazione (per il tramite del sottosegretario Nannicini) che le pensioni d'oro non saranno toccate.

E allora mettiamoci l'anima in pace e iniziamo a guardare alla triade sindacale per quello che è, ovvero associazioni in difesa dei privilegi di pochi, che non tengono in alcun conto i diritti di molti.

 

 

ROBERTO SAVIANO

 

 

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