PUGLIA: Basta morti sul lavoro

Bari -

Vieni a ballare in Puglia

dove la notte è buia,

tanto che chiudi le palpebre

                      e non le riapri più.

 “Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia, tremulo come una foglia foglia foglia. Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù.”

 

     Caparezza, nel 2008, apriva cosi il suo ultimo lavoro musicale. Raccontava agli ignari viandanti del turismo di massa che nella nostra terra presa d’assalto per il mare, il sole, il vento e il ritmo travolgente della pizzica c’era e c’è una terra di sofferenze e morte.

   Le ultime settimane assomigliano, sempre più, ad un bollettino di guerra.

   Un dramma quotidiano avvolto in tanto “vero” sdegno ed altrettanta “retorica”.

   Un bollettino fatto di tanti padri di famiglia (la retorica parla di figlie/i lasciati) o giovani (precari o meno) che muoiono ogni giorno facendo quello che dovrebbe essere la normalità: Lavorare!

   Ricercatori o Lavoratori “fuori” dal “mercato” del lavoro che per farsi ascoltare sono costretti a salire sui campanili.

   Tutto questo dovrebbe obbligarci ad andare oltre il “bollettino” ed il balletto del cordoglio istituzionale. Invece lo spettacolo deve proseguire riempiendo anche la nostra quotidianità di escort, battute del cabarettista-premier tutto lontano dalla vita reale delle persone, dimenticando già dal giorno dopo, la solitudine e la disperazione di chi muore di lavoro o per il lavoro.

   Tutto rimane fermo.

   Il termine precario definisce meglio la condizione di vita, di esistenza che un tipo di lavoro.

   Ma tutto è li travolgente: precarietà e sicurezza sul lavoro.

   La precarietà annienta ogni forma di solidarietà, ti fa accettare ogni sorta di lavoro, ti spinge dove altri non andrebbero. Troppo disperati e soli per affrontare un “sistema” che ti vorrebbe insicuro a vita.

Da qui, da questa Regione che è in vetta alle classifiche tristi degli incidenti sul lavoro, crediamo che debba arrivare la risposta più forte e concreta per dire:

Basta precarietà, basta morti sul lavoro!

 

 

 

    Novembre 2010

                                                                                 Pierpaolo CORALLO

                                                                                                        

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