Puglia 118: DOPO 10 ANNI C'E' SOLO DA…VERGOGNARSI !!!

Sono passati “solo” 10 anni da quando, in tutta fretta e senza nessuna logica, la Giunta Fitto diede il via a quella che definire la madre di tutte le vergogne della sanità pugliese è solo un eufemismo! Infatti decisero di far partire, comunque, un servizio essenziale per il Servizio Sanitario Regionale cosi che ogni Territorio stabilì la gestione secondo un suo specifico parametro che era quello del “soddisfacimento” del potente politico di turno.

 

Nacquero cosi, sbrigativamente, cooperative e associazioni di volontariato che negli anni, sino ad oggi, hanno gestito il servizio 118. In molti casi facendo macelleria sociale e calpestando i diritti dei Lavoratori, scaricando su questo Personale anche i costi di formazione continua. Costi che erano e sono costretti a pagare di tasca propria per  aggiornarsi e professionalizzarsi per “mantenere” il proprio lavoro.

 

La Regione Puglia è stata da sempre terra di “sperimentazione” (in negativo) per abbattere sia i diritti dei Lavoratori che quello dei Cittadini; la Sanità è stato (ed è) il settore regionale con la più alta penetrazione di comitati politico-affaristico (secondo le molteplici inchieste giornalistiche e le numerose indagini delle varie Procure) soprattutto quando hanno deciso di “esternalizzare” ogni tipo di servizio contribuendo, di fatto, ad arricchire “delinquenti” sulla pelle dei Lavoratori e dei Cittadini pugliesi.

 

Oggi c’è la possibilità di porre rimedio a questo “sfacelo” di diritti e di mala amministrazione, internalizzando il servizio, ma evidentemente, sta scomparendo la volontà politica di “normalizzare” il 118 che è il servizio di primo intervento tra i Cittadini e il Servizio Sanitario.

 

A questo aggiungiamo l’oscena Delibera regionale dell’agosto 2010 (le famose Linee Guida) che, in continuità con il passato, assegna le postazioni del 118 ad associazioni di volontariato incrementando notevolmente i costi delle convenzioni(costi che tra l’altro non andranno a beneficio del Personale ma andranno, in molti casi, ad “arricchire” presumibilmente ancora di più le tasche di qualche faccendiere ben introdotto).

 

Auguriamo ai responsabili della Sanità pugliese (Presidente Vendola, Assessore alla Sanità, Consiglieri regionali, Dirigenti regionali, Dirigenti delle AA.SS.LL.) di non aver mai bisogno dell’intervento del “Servizio 118”… Diversamente dovranno augurarsi che, in quel momento, tutti i volontari (per lo più Lavoratori in nero) quel giorno siano al LAVORO e il Personale chiamato a soccorrerli sia riuscito a trovare qualche centinaia di euro per auto-aggiornarsi a proprie spese!

 

Di certo se il Servizio oggi funziona si deve a tutti quei LAVORATORI-VOLONTARI

che hanno sacrificato la propria vita oltre che le proprie tasche.

 

QUINDI NON PRENDETEVI MERITI CHE NON AVETE …

MA VERGOGNATEVI!!!

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