Nial Mail alza l’asticella del ricatto: contestazioni ai lavoratori che rivendicano i propri diritti all'indomani delle iniziative sindacali

Taranto -

Da quando, poco più di un mese fa, le lavoratrici e i lavoratori della Nial Mail hanno deciso di organizzarsi sindacalmente per contrastare le insopportabili condizioni di lavoro imposte loro, l’unica reazione messa in atto dalla società tarantina che opera nel recapito della corrispondenza e dei pacchi per conto di Poste Italiane e svariate amministrazioni pubbliche, è stata la ritorsione.

È la strategia che la società tarantina sta mettendo in atto, con significativo tempismo, proprio all’indomani delle prime iniziative sindacali realizzate dai lavoratori per denunciare la precarietà, lo sfruttamento, la negazione dei diritti contrattuali e le quotidiane intimidazioni che hanno caratterizzato gli ultimi dieci di attività lavorativa alle dipendenze della Nial Mail.

Dopo l’infruttuoso incontro sindacale con la proprietà, che ha bollato come infondate le ragioni dei lavoratori e le successive iniziative di protesta, Nial Mial ha deciso infatti di inasprire ulteriormente il clima, utilizzando pretestuosamente le normali segnalazioni relative alla qualità del servizio provenienti dai committenti (nello specifico il Comune di Taranto), per avviare una campagna di monitoraggio a tappeto dell’attività svolta finora dai dipendenti, mediante strumenti elettronici di controllo a distanza, con l’unico e palese intento di aprire procedimenti disciplinari nei loro confronti, scaricare su di loro qualunque responsabilità di impresa e, magari, realizzare un profondo processo di sostituzione del personale ormai sindacalizzato.

Abbiamo già informato il Comune di Taranto e tutti gli altri committenti pubblici e privati delle condotte che la Nial Mail continua perpetrare nei confronti dei suoi dipendenti da quasi dieci anni e non esiteremo a rappresentare anche quest’ultima insopportabile rappresaglia nel corso dell’incontro che terremo nei prossimi giorni a Palazzo di Città.

Il Comune di Taranto, infatti, è stata la prima amministrazione ad accogliere la nostra richiesta di confronto sul tema e sulla improrogabile necessità di un ruolo di garanzia della committenza pubblica a tutela della dignità, dei diritti e dell’occupazione stessa delle lavoratrici e dei lavoratori Nial Mail. Attendiamo l’ufficialità di una nuova data, dopo il rinvio dell’incontro già previsto venerdì scorso, auspicando di poter dare qualche primo segnale di serenità ai lavoratori della Nial Mail, ormai esasperati e pronti a nuove iniziative di protesta.

Francesco Marchese – USB Lavoro Privato Taranto 

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