Natuzzi: il 3 luglio partono le lettere di trasferimento!

USB: “Governo e Regioni blocchino immediatamente il piano di macelleria sociale della Natuzzi”

 

Bari -

Si è svolta oggi, presso la sede di Confindustria a Bari, la riunione tra la Natuzzi e le Organizzazioni Sindacali: un incontro che anziché rappresentare un momento di confronto tra le parti, si è trattato di una mera informativa nel corso della quale l'azienda ha illustrato decisioni già assunte unilateralmente, senza alcuna disponibilità a discutere nel merito delle proprie scelte industriali, imponendoci un piano di ridimensionamento fondato sulla chiusura degli stabilimenti, sulla delocalizzazione delle produzioni e sullo scaricare la crisi sulle spalle delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

LA NOTIZIA PIÙ GRAVE È UN'ALTRA!
Dal 3 luglio l'azienda invierà le lettere di trasferimento alle Lavoratrici ed ai Lavoratori degli stabilimenti di Altamura Graviscella e PS.

Non stiamo più parlando di ipotesi o di semplici annunci: tra pochi giorni centinaia di lavoratrici e lavoratori riceveranno una comunicazione che cambierà concretamente la loro vita lavorativa e familiare. Trasferimenti imposti, stravolgimento dell'organizzazione della vita quotidiana, aumento dei tempi e dei costi di percorrenza, ulteriore incertezza sul futuro occupazionale: è questo il prezzo che Natuzzi pretende di far pagare ai lavoratori per rimediare a scelte industriali e manageriali di cui essi non hanno alcuna responsabilità.

Oltre al trasferimento di centinaia di Lavoratrici e Lavoratori verso altri stabilimenti e una nuova organizzazione degli orari di lavoro, la Natuzzi inoltre ha confermato la chiusura definitiva dello stabilimento di Iesce 2, la sospensione delle attività produttive degli stabilimenti di Graviscella e PS, il contestuale ricorso alla CIGS e il mantenimento degli incentivi all'esodo, motivando tali decisioni con la crisi del mercato, il percorso di Composizione Negoziata della Crisi e, soprattutto, con il trasferimento di parte delle produzioni in Romania.

USB chiede al Governo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed alle Regioni di intervenire per fermare immediatamente questo piano di macelleria sociale.

È inaccettabile che, mentre vengono utilizzate risorse pubbliche per finanziare la CIGS, si continui a delocalizzare la produzione all'estero.
I soldi dei contribuenti non possono finanziare la perdita di posti di lavoro e lo smantellamento del Made in Italy.

Le lettere di trasferimento del 3 luglio rappresentano un punto di non ritorno: se passeranno nel silenzio, domani sarà ancora più facile chiudere altri stabilimenti, spostare altra produzione all'estero e scaricare ancora una volta il peso della crisi sui lavoratori.

USB non intende assistere passivamente allo smantellamento di Natuzzi!
È il momento che tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori prendano coscienza della gravità della situazione e costruiscano insieme una risposta forte, collettiva e determinata.

IL FUTURO NON SI DIFENDE ASPETTANDO LA PROSSIMA LETTERA. SI DIFENDE LOTTANDO.