Lo sfascio della Sanità pugliese: va in scena il solito "scaricabarile"... L'USB non ci sta!!!

Bari -

COMUNICATO

 

“lo sfascio della Sanità pugliese: va in scena il solito “scaricabarile”…

L’USB non ci sta!!!”

 

L’ennesimo scandalo della sanità pugliese e in questo caso della ASL BA, 50 milioni di spese pazze, ha messo in evidenza ancora una volta la debolezza della riforma sanitaria pugliese della giunta Vendola. La stessa ha puntato molto, se non tutto, in quasi due lustri ad una gestione di tipo ragionieristico pensando solo a far quadrare i conti, mettendo in atto la chiusura di 22 ospedali; ridimensionando ed accorpando interi reparti mentre contemporaneamente si decantavano le mirabolanti aperture delle case della salute e l’introduzione di un modello di cura virtuoso addirittura “inoculando in tutte le ASL il virus della buona sanità”.

Nel frattempo si tentava di aprire in Puglia ospedali privati, basti solo fare l’esempio del San Raffaele di Don Verzè a Taranto. Esperienza ripensata solo a causa degli scandali che colpivano l’Istituto milanese nel corso del 2011. Questa operazione veniva accompagnata da un incessante marketing selle eccellenze della sanità privata regionale puntando su ospedali come: la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, il Miulli di Acquaviva e l’Ospedale Card. Panico di Tricase. Che dire, inoltre, degli IRCCS a parole eccellenza e nei fatti a rischio chiusura e/o sottoutilizzati, come l’Istituto Tumori di Bari che ha visto la protesta dei Lavoratori e dell’USB con ben tre azioni di sciopero negli ultimi mesi?

Indicando, quello della sanità pugliese, come un preciso obiettivo politico ci domandiamo se quell’obiettivo oggi sia stato centrato. Leggendo le fantasmagoriche dichiarazioni (riesame della rete ospedaliera e territoriale, qualificazione e potenziamento dell’offerta dei servizi, aggiornamento della rete dell’emergenza-urgenza e del 118… etc. etc.) del neo assessore alla salute mentre illustra il programma operativo della sanità 2013-15 sembrerebbe di si! Si badi bene invece di porre rimedio addirittura si rilancia! La solita politica delle enunciazioni. Dopo quasi dieci anni però qualche bilancio i cittadini-utenti e gli operatori della sanità (moltissimi precari da troppi anni) sapranno farlo!

Noi intanto, come USB, giudichiamo fallimentare la politica di questi ultimi anni.

Che qualcosa non andasse lo si doveva capire da tempo. Qualche segnale chiaro del sistema, che viene descritto in questi giorni, era già sotto gli occhi di tutti, basti pensare al turnover di tanti assessori alla sanità e di direttori generali nelle asl. Cosa ha fatto fuggire tanti assessori negli ultimi anni? Solamente prospettive di carriere politiche più ambiziose? Oppure “solamente” gli scandali e i conflitti d’interesse? I casi Cosentino, Tedesco, Tarantini, proprio non ci dicono nulla? Chi governa veramente la sanità in Puglia?

Tornando alle ASL ci pare che il giochino di voler scaricare le colpe di quello che sta emergendo dalle ispezioni ministeriali sul “sistema sanità” in Puglia sia troppo comodo, come se ci fossero solo medici e dirigenti ingordi!

Negli ospedali pugliesi la stragrande maggioranza degli operatori dagli ausiliari ai primari, opera in un continuo stato di precarietà e di emergenza permanente, al sacrificio di tanti operatori questa regione non è riuscita in dieci anni a dire un semplice GRAZIE!

L’errore più grande, che da anni denunciamo, è stato quello di non coinvolgere i lavoratori nel percorso di rilancio della sanità. I conti in pareggio delle aa.ss.ll. pugliesi sono principalmente dovuti all’aumento dei ticket e di prestazioni varie, dalla chiusura degli ospedali senza che ad essa sia corrisposta una risposta efficiente delle case della salute, ma soprattutto dall’utilizzo di personale precario.

E’ tutto perduto? Noi pensiamo di no:

• noi chiediamo che si apra una grande discussione popolare sul piano della sanità 2014-2020 con tutti i soggetti coinvolti, associazioni professionali, sindacati, associazioni degli utenti, amministratori;

• che si stabilizzi tutto il personale precario a partire dagli operatori con contratti a tempo determinato che lavorano nel servizio 118 e nei servizi di urgenza-emergenza e soltanto dopo avviamo i concorsi annunciati;

• che si rilanci con linee guide utili diverse da quelle attuali il lavoro delle Sanitàservice delle ASL;

• che tutti i diretti responsabili di tale “sfascio”, a partire dai Direttori generali, vengano da subito rimossi. Su questi punti come sindacato USB Pubblico impiego avvieremo nei prossimi giorni iniziative di lotta e di dibattito negli ospedali della nostra regione.

 

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