Impresa Portuale Metropolitana: cassa integrazione? No, grazie!

La CGIL e UIL si apprestano a firmare, la USB rivendica diverse condizioni e blocca la CIG

Bari -

Il 26 ottobre scorso siamo stati convocati dalla IPM – Impresa Portuale Metropolitana spa presso la sede di Confindustria Bari-BAT, per esperire l’esame congiunto ex art. 14 D. Lgs. 148/2015 ai fini del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria che sarebbe intervenuta a partire da oggi 30 Ottobre per un periodo di 13 settimane e che avrebbe interessato unicamente 6 lavoratori del ramo “container”.

Come USB siamo stati chiari sin da subito: la CIG deve essere attivata per un periodo di 3 settimane (prorogabili in base ai flussi delle navi) e disposta secondo un principio di rotazione che avrebbe coinvolto tutti i Lavoratori riducendone il numero di giornate procapite!

Queste le motivazioni che ci hanno spinti a non firmare alcun accordo e rinviare la discussione ad oggi 30 Ottobre per dar modo alla IPM di rivedere le proprie posizioni in merito alle nostre richieste.

Ma se da una parte c’eravamo noi, dall’altra c’erano la CGIL e la UIL che con una rappresentanza quasi nulla (USB è il sindacato maggiormente rappresentativo), si incontrano prima con i lavoratori per delucidarli sulle “opportunità” della firma di un accordo sulla CIG per poi catapultarsi in Confindustria per partecipare all’esame congiunto… ma a quali condizioni? Naturalmente a quelle che propone la parte datoriale, cercando di “ottenere” l’anticipo della retribuzione della cassa integrazione da parte della IPM (una finta vittoria, visto che tale condizione è prevista dalle norme).

Una storia già vista e già subita dai Lavoratori della IPM che in passato si sono trovati a subire accordi aziendali capestro, firmati proprio dagli stessi sindacati che si promuovono quali paladini dell’interesse dei Lavoratori.

Adesso non sappiamo cosa abbiano combinato oggi CGIL e UIL al tavolo (ma presto lo sapremo).
Noi per coerenza, non ci siamo presentati: le condizioni di IPM sono irricevibili!

Noi, contrariamente a chi si appresta a firmare l’ennesimo accordo lacrime e sangue, preferiamo ragionare con IPM su soluzioni e condizioni alternative, cercando anche di evitare il ricorso alla CIG.

NOI, CONTRARIAMENTE AGLI ALTRI, NON ARRETRIAMO DI UN PASSO!
NOI, CONTRARIAMENTE AGLI ALTRI, RAPPRESENTIAMO I LAVORATORI!