ILVA TRA IL TRAFFICO DEI RIFIUTI E IL DODICESIMO DECRETO.

Taranto -

ILVA TRA IL TRAFFICO DEI RIFIUTI E IL DODICESIMO DECRETO.

 

Settimana scorsa due fatti hanno portato alla ribalta della cronaca l’ILVA: l’accusa di traffici illeciti di rifiuti ed attività di gestione dei rifiuti non autorizzata rivolta a 13 tra tecnici, dirigenti e vertici della società per un’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce che ha ordinato anche di porre i sigilli al parco loppa di Taranto.

Gli indagati, che si trovano in buona compagnia con dirigenti dell’ENEL di Brindisi e della Cementir di Taranto, sono nientemeno che gli attuali tre Commissari straordinari Gnudi Carrubba, Laghi, l’ex Bondi, fino ad arrivare agli ex presidenti Nicola Riva e Bruno Ferrante . Sono accusati di aver venduto alla Cementir, che oltre tutto era sprovvista dell’autorizzazione per trattare questo rifiuto, loppa d’altoforno senza averla separata prima da scarto ed altri rifiuti, che non poteva essere usata nella produzione di cemento poiché genera polveri ed altri derivati pericolosi per la salute.

L’altra notizia riguarda il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri con cui ieri il governo ha dato il via libera alle modifiche per la nuova AIA , contenute nel piano ambientale preparato da Arcelor Mittal.

Il governo inoltre fissa il tetto alla produzione annua pari a sei milioni di tonnellate fino al completamento degli interventi di bonifica ambientale. Peccato che lo stesso governo fissa al 23 Agosto 2023 il termine per tale completamento mentre per la copertura dei parchi minerari vengono concessi 36 mesi dalla data di subentro nella proprietà di AM Investco Italy.

USB, mentre stigmatizza l’operato dei dirigenti ILVA in merito all’accusa rivolta loro dalla Procura di Lecce che configura, se le accuse saranno provate, un nuovo grave attentato alla salute pubblica, considera assolutamente insoddisfacenti gli obblighi imposti alla nuova proprietà dal DPCM, con la concessione di 5 anni per completare un risanamento ambientale che da anni avrebbe dovuto essere portato avanti.

Nessuna norma per i lavoratori, né per le popolazioni e i cittadini che in questi anni hanno subito le conseguenze di una corsa sfrenata al profitto, costata malattie, infortuni mortali, ambiente invivibile.

Tra qualche giorno MISE dovrebbero essere svelati i piani del nuovo acquirente circa il futuro di 14.000 dipendenti ILVA , senza contare coloro i quali sono impiegati nell’indotto………..

Entro la fine dell’anno si pensa di completare l’iter dell’acquisizione da parte di Arcelor Mittal. Non staremo buoni e zitti a subire l’ennesimo regalo all’ennesimo padrone che bada solo ai profitti e si disinteressa del destino di migliaia di lavoratori e cittadini.

 

Esecutivo nazionale USB

 

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni