Ex Ilva, il governo prepara i licenziamenti di Mittal. Ridicoli i provvedimenti a favore di Taranto, USB dice no e chiama alla mobilitazione

Roma -

Sta circolando il testo del decreto legge che il governo sta approntando a favore della città di Taranto. A favore, almeno così avrebbe dovuto essere. Tuttavia la sola cosa di rilievo che emerge dal testo è che tutte le condizioni di miglior favore sugli ammortizzatori sociali vengono estese ai dipendenti di ArcelorMittal, ovvero a coloro che oggi un lavoro lo hanno.

È evidente che il governo sta chiudendo un vergognoso accordo con la multinazionale per consentirle di licenziare migliaia di lavoratori. Ciò significa che i lavoratori in cassa integrazione in Ilva As, oggi tutelati dall'accordo sindacale che garantisce loro l'assunzione in ArcelorMittal, rimarranno disoccupati.

Non c'è traccia dei grandi investimenti tanto pomposamente dichiarati per riconvertire fabbrica e territorio. Niente a favore delle migliaia di lavoratori dell'appalto. Il tutto si riduce a pochi interventi con scarse risorse e a numeri ridicoli di nuovi posti di lavoro, se si considera la dimensione del problema occupazionale.

La verità è che il governo ha ceduto al ricatto della multinazionale. Il costo di questa insensata resa lo vogliono far pagare ai lavoratori ed alla città. Lo stabilimento non conoscerà mai un rilancio produttivo che coniughi davvero ambiente, salute e lavoro ed è destinato a morire senza alcun progetto sociale e produttivo alternativo.

USB non ci sta e metterà in campo la massima mobilitazione contro l'accordo governo-ArcelorMittal. Non permetteremo che ci siano licenziamenti.

 

Sergio Bellavita USB nazionale

Francesco Rizzo USB Taranto

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