Continua il nostro impegno per il riconoscimento del Premio di Risultato ai lavoratori della STP Bari, mai erogato per gli anni 2021 e 2023.
La posizione della USB è stata chiara fin dal primo giorno: il Premio di Risultato deve essere riconosciuto a chi ha realmente lavorato e contribuito al raggiungimento degli obiettivi, secondo i criteri di ripartizione previsti dagli accordi aziendali allora vigenti. Una proposta seria, coerente e giuridicamente fondata, che avrebbe evitato distribuzioni “a pioggia” indistinte e garantito il rispetto delle regole sottoscritte.
Nella riunione sindacale del 24 febbraio 2026, la STP Bari ci ha comunicato che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, per il 2021, l’erogazione di una quota pari a 850 euro a tutti i lavoratori, senza alcuna distinzione. Per il Premio di Risultato 2023, invece, è emersa l’opposizione di un membro del Collegio Sindacale, secondo cui – a seguito della disdetta del Testo Unico del 2015 intervenuta in quell’anno – non sarebbe dovuta essere riconosciuta alcuna erogazione.
Come USB abbiamo ribadito con forza un principio fondamentale: per il 2021 si applichino integralmente i criteri previsti dagli accordi aziendali, evitando soluzioni generalizzate che rischiano persino di comportare un esborso superiore rispetto a quanto realmente dovuto. Le regole valgono sempre, non solo quando conviene.
Quanto al 2023, respingiamo con decisione il tentativo di cancellare diritti maturati! La disdetta citata fu un atto unilaterale imposto dall’azienda su accordi che dovevano ritenersi vigenti per ultrattività, ossia fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo aziendale, come peraltro sostenuto e messo nero su bianco in una nota del 27 luglio 2023 da quelle stesse Organizzazioni Sindacali che oggi rivendicano criteri di ridistribuzione differenti.
Non solo: un analogo tentativo era già fallito nel 2019. Nei verbali sindacali del 4 ottobre 2017 e del 27 novembre 2017, la stessa STP dichiarava che tutti gli aspetti economici e normativi del Testo Unico, scaduti il 31 dicembre 2017, sarebbero rimasti in vigore fino alla loro rinegoziazione. Inoltre, se quella disdetta fosse stata realmente efficace, l’azienda non avrebbe potuto continuare a riconoscere le altre voci retributive previste dagli stessi accordi, che invece sono state regolarmente erogate.
A questo punto è legittimo chiedersi perché chi oggi invoca quella disdetta in modo selettivo, e solo per negare il Premio di Risultato 2023, in passato non abbia sollevato alcuna obiezione sulle altre voci retributive erogate sulla base dei medesimi accordi, rendendosi di fatto “complice” di eventuali irregolarità nelle erogazioni che oggi si vorrebbero considerare non dovute, con possibili profili di responsabilità anche sul piano erariale.
Per la USB la coerenza non è un dettaglio, ma è una responsabilità. Una responsabilità politica che ricade interamente sul Consiglio di Amministrazione e su quei componenti del Collegio Sindacale che, da un lato, ostacolano il riconoscimento di retribuzioni maturate legittimamente dai lavoratori con il proprio impegno quotidiano e, dall’altro, non ci risulta abbiano mosso eccezioni rispetto ai 21 mila euro di premi corrisposti ad alcuni dirigenti come da fonti di stampa del 4 dicembre 2024.
Il principio per noi è semplice e non negoziabile: ai lavoratori va riconosciuto ciò che spetta!
Senza interpretazioni strumentali. Senza doppi pesi e doppie misure.
Se la posizione del CdA e del Collegio Sindacale non cambierà sul Premio di Risultato 2023, siamo pronti ad aprire una nuova fase di mobilitazione, mettendo in campo ogni iniziativa sindacale e di lotta necessaria a difendere salario, diritti e dignità dei lavoratori della STP Bari.
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Francesco LATERZA
USB Lavoro Privato - Settore TPL
USB Lavoro Privato Puglia