contact center INPS-INAIL

Bari -

A rischio 400 posti di lavoro!

 

Vorremmo  porre alla Vostra attenzione quello che sta accadendo, in questi giorni estivi, ai circa 400 operatori-lavoratori del Contact  Center Nazionale Integrato Inps Inail (di cui 170 nella sola sede di Bitritto in provincia di Bari – il sito più grande). E’ un servizio esternalizzato dato in gestione al consorzio Poste Italiane e Omnia Network.

Lavoriamo da 4 anni e mezzo (inizio novembre 2004), i primi due anni siamo stati contratualizzati  a progetto  mentre i successivi con contratto subordinato part-time. 

Un contratto subordinato guadagnato con infinite lotte da parte dei lavoratori, contratto a progetto ingiusto  e al di fuori delle regole che disciplinano il mondo del  lavoro (talmente scandaloso che di noi si sono interessati le Iene, Grillo e Report nonché diverse testate giornalistiche nazionali).

Un contratto subordinato tanto voluto da aver firmando una liberatoria (a dir la verità quasi imposta)  rinunciato a molti dei diritti acquisiti precedentemente alla firma del contratto da lavoratori subordinati (arretrati contributivi nonchè arretrati retributivi di circa 15 mila euro che ha portato vantaggi solo all’azienda che ha avuto anche sgravi fiscali e incentivazioni economiche a dir poco vergognose da parte dello stato).

Ma il sacrificio di avere rinunziato a tutti i diritti acquisiti precedentemente alla firma, ci era stato promesso da Sindacati, Istituzioni e Azienda sarebbe valso un futuro di stabilità lavorativa. Le solite promesse.

E ora arriviamo al punto. Ciò che sta avvenendo in questi giorni.

Ormai erano diversi mesi che eravamo in scadenza d’appalto ed era stata indetta una nuova gara d’appalto per la ri-assegnazione del servizio del Contact Center Inps Inail.

Dal momento che una vera e propria clausola di salvaguardia non era possibile inserire nella gara d’appalto, erano,  comunque stati inseriti dei punteggi alti per chi aveva già personale formato nel campo.

Cosi come da più parti arrivavano rassicurazioni sulla salvaguardia del posto di lavoro.

Oltre al fatto che sarebbe folle aver formato per oltre 4 anni 400 operatori in un campo così difficile come la previdenza sociale e l’infortunistica sul lavoro portando ad un livello alto la qualità del Contact Center  e poi azzerare tutto e ricominciare tutto da capo(cosa che per assurdo potrebbe succedere ogni 3 anni a scadenza di appalto).

Alla faccia dell’efficienza e della meritocrazia

tanto sbandiera dai nostri governanti.

 

E invece, anche se converrebbe far continuare a lavorare operatori già formati in 4 anni per tenere la qualità del servizio sempre alta, in Italia può succedere di tutto come sempre.

E, infatti, venerdì  7 agosto, iniziano a circolare articoli di giornali che mettono noi lavoratori nel completo sconforto.

Dalle notizie di “stampa” sembra che l’inps (o chi per lui – il Governo forse?) abbia usato l’appalto del Contact Center come ammortizzatore sociale dei lavoratori in mobilità dell’Aquila facendo vincere (anche se non è ancora ufficiale) la Transcom che ha la sede principale proprio all’Aquila.

Praticamente mettono da parte 400 lavoratori già formati e che hanno portato il servizio ad un alto livello qualitativo per sostituirli con altri lavoratori che inizieranno da zero e che (non certo per colpa loro intendiamoci).

E probabilmente l’Inps e il Governo si faranno belli davanti all’opinione pubblica pubblicizzando questo grande aiuto dato all’Aquila dimenticandosi completamente che per fare spazio a loro hanno messo per strada 400 famiglie.

Noi comunque vorremmo essere propositivi e non solo critici verso quello che sta accadendo (anche se ne avremmo tutto il diritto).

Proponiamo un soluzione d’uscita che aiuterebbe sia i lavoratori dell’Aquila,  che giustamente dopo il terremoto devo essere aiutati,  sia noi lavoratori di Bitritto e degli altri siti in Italia che già lavoriamo nel Contact Center e che non meritiamo di ritrovarci senza lavoro. Poiché nella nuova gara d’appalto i posti da coprire da lavoratori sono 800/1000, chiediamo alle istituzioni ed alle aziende di sedersi attorno ad un tavolo affinché  gli operatori che lavorano da oltre 4 anni e mezzo in questo Contact Center vengano assorbiti dalla nuova azienda (oltre al fatto che la Transcom ha sede anche a Bari).

I numeri ci sarebbero: circa 500 lavoratori in mobilità aquilani e circa 400 operatori che già lavorano nel Contact Center.

Siamo certi che le nostre proposte ed i nostri diritti vengano valutati attentamente e che le istituzioni facciano tutto ciò che è in loro potere per poter preservare il diritto di 400 lavoratori.

Siamo in un periodo di crisi e nuove 400 famiglie senza reddito sarebbe un nuovo dramma sociale. Sicuramente, come sempre abbiamo fatto, non staremo con le mani in mano, ad aspettare che qualcuno ci dica come morire. Lotteremo come sempre.

I LAVORATORI DEL CONTACT CENTER INPS INAIL  DI BITRITTO

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