CONGRESSO REGIONALE PUGLIA

Bari -

CONGRESSO REGIONALE RdB - PUGLIA

Bari - 6 Marzo 2006

 

Relazione introduttiva

 

Sono passati alcuni mesi dal Congresso Nazionale dello scorso anno e, come stabilito dall’art. 17 dello Statuto, stiamo svolgendo in questi giorni in tutte le regioni i Congressi costitutivi delle Federazioni Regionali delle RdB.

 

E’ un appuntamento estremamente importante per la nostra organizzazione perché rappresenta da un lato la significativa e tangibile crescita che siamo riusciti a realizzare e dall’altro una imperdibile occasione per compiere un concreto passo in avanti in termini politici-organizzativi, anche in considerazione delle mutate e più ampie esigenze che emergono dai territori e dalle categorie.

Non va assolutamente sottaciuta, inoltre, la fondamentale funzione che dobbiamo avere come RdB nel processo di costruzione delle CUB regionali.

 

Ritengo doveroso, prima di entrare direttamente nel merito dei lavori di questo congresso, annoverare le numerose iniziative che abbiamo sviluppato in questi ultimi mesi, sulle questioni generali e su quelle specifiche di categoria.

Solo per citarne alcune alle quali la Puglia ha dato un forte contributo:

-         l’Assemblea regionale CUB del 7 ottobre 2005;

-         lo sciopero e la manifestazione nazionale di Roma del 21 ottobre 2005;

-         le mobilitazioni per i rinnovi del biennio economico nel Pubblico Impiego;

-         gli scioperi nei Trasporti;

-         le manifestazioni sui diritti dei migranti il 22 ottobre a Bari ed il 3 dicembre a Roma;

-         le giornate contro il Carovita a Bari (5 e 26 novembre, 19 dicembre);

-         le vertenze nei Settori dei Vigili del Fuoco, del Ministero della Giustizia, del Ministero della Difesa, delle Agenzie Fiscali;

-          le numerose iniziative contro ogni forma di precarietà, nella Sanità, nell’INPS, nei Ministeri;

 

 ……… e tanto lavoro quotidiano nei rispettivi settori, territori e posti di lavoro.

 

Non mi pare che sia poco, tenuto conto delle difficili condizioni nelle quali abbiamo operato, ed è anche per questo che rivolgo a tutti i nostri delegati e delegate un sincero ringraziamento per l’impegno che ognuno ha offerto e continua ad offrire. 

 

In questa breve relazione introduttiva eviterò di toccare i temi generali già ampiamente esposti e dibattuti all’interno dell’organizzazione e che saranno sicuramente ripresi negli interventi di Paolo Leonardi e degli altri Delegati.

 

Mi preme, invece, fornire una serie di elementi che ritengo siano utili per meglio comprendere la situazione complessiva delle RdB nella regione e per favorire un dibattito proficuo e costruttivo.

 

 

 

Tenuto conto che, come è costume nella nostra organizzazione, non viviamo le scadenze statutarie come momenti “rituali e celebrativi”, abbiamo cercato di giungere a questo congresso in “maniera ragionata”, attraverso un percorso che ha attraversato e coinvolto gran parte dell’organizzazione.

In tal senso, si sono tenute nelle passate settimane varie riunioni regionali dei diversi settori e di alcuni territori, finalizzate a “fotografare” la situazione nei rispettivi ambiti di intervento, a compiere una reale verifica sulle cose fatte, a confrontarsi apertamente sulle questioni, a definire programmi di lavoro condivisi sui quali impegnare le nostre risorse ed energie.

A questo proposito troverete in cartellina alcune schede riassuntive di dette riunioni.

 

Il quadro che è emerso è quello di una organizzazione in buona salute, probabilmente molto meglio di quanto ci si possa immaginare.

Coloro che hanno avuto modo di parteciparvi si saranno resi senz’altro conto della quantità e qualità delle iniziative che abbiamo messo in campo e della forte presa ed impatto che esse hanno avuto sui lavoratori e nel territorio.

Forse non siamo riusciti sinora a tradurre questa enorme mole di lavoro in adesioni e sostegno militante, ma certamente la nostra attività il più delle volte si è rivelata molto efficace verso le controparti datoriali e verso gli altri sindacati.

La riprova è data anche dalle “violente” reazioni e ritorsioni che mettono in atto contro i nostri rappresentanti e, quando non riescono a piegarli, si accaniscono contro i nostri iscritti attraverso minacce e discriminazioni di ogni sorta.

Ciò nonostante, nel corso di questi anni siamo riusciti a concretizzare una effettiva crescita un po’ in tutti i settori ed i territori e diventare un riconosciuto e credibile punto di riferimento nel panorama sindacale di questa regione.

Abbiamo ampiamente superato i duemila iscritti come RdB e, insieme alle altre Organizzazioni aderenti alla nostra Confederazione, la CUB (metalmeccanici, pensionati, privato, ecc…) o attraverso i Servizi (CAF, patronato, vertenze, sportello diritti, ecc..) o con le tantissime iniziative sindacali che svolgiamo sul territorio, possiamo affermare che complessivamente riusciamo a “contattare” e coinvolgere diverse decine di migliaia di persone.

E’ il frutto del nostro impegno e ci sono tutti i presupposti affinché questi numeri diventino ben più consistenti.

 

Se il quadro complessivo, come si diceva, è positivo, ciò non significa che non persistono problemi, difficoltà, punti di vista differenti.

Ma sono proprio questi i “sintomi” che testimoniano la vitalità dell’organizzazione e delle nostre strutture.

Oggi, dobbiamo avere la capacità di comprendere quanto sta avvenendo, dentro e fuori di noi, di superare carenze e ritardi, inevitabili in una fase di crescita e di sviluppo, di avere rispetto delle diverse sensibilità, di saper ascoltare le argomentazioni di ognuno.

Dobbiamo armarci di tutta la pazienza e l’equilibrio necessari per superare ed abbandonare in talune circostanze, molto poche in verità, atteggiamenti quasi di “sospetto” e “pregiudizio” che rischiano di falsare la lettura degli avvenimenti e di mettere in crisi finanche i rapporti interpersonali.

In questa organizzazione, se veramente ne condividiamo il progetto e le finalità, c’è posto e spazio a volontà per tutti coloro che vogliano offrire il proprio contributo.

 

 

 

Per cui oggi, è bene ribadirlo, abbiamo una occasione che non possiamo sprecare, dobbiamo compiere un decisivo salto di qualità e la costituenda Federazione Regionale può aiutare in questo senso.

 

La FEDERAZIONE REGIONALE

Per meglio comprendere la funzione di questo nuovo organismo statutario, riportiamo uno stralcio dell’articolo 17 dello Statuto della Federazione Nazionale, introdotto all’unanimità dal Congresso Nazionale di Fiuggi che recita:

 

ART. 17 - La Federazione Regionale RdB attua le politiche dell’organizzazione sul territorio regionale e la rappresenta in tale ambito; coordina l’azione delle categorie e dei coordinamenti provinciali.

Il Congresso della Federazione Regionale elegge il Coordinamento regionale di Federazione assicurando la rappresentanza di tutte le categorie e di  tutti i coordinamenti provinciali…………..

 

E’ evidente, quindi, che in questa ottica, è indispensabile che il Coordinamento Regionale eletto sia un organismo il più funzionale possibile, i cui componenti pensino ed agiscano come rappresentanti dell'intera organizzazione e non della categoria di appartenenza, del proprio territorio o peggio del proprio posto di lavoro.

Il Coordinamento deve definire al più presto una vera e propria piattaforma di lavoro, partendo da una approfondita analisi del territorio; comprendere quali ricadute hanno le scelte politiche nazionali e regionali nel contesto nel quale operiamo; deve riuscire a coniugare i reali bisogni dei lavoratori con gli obiettivi posti al centro delle campagne generali che ci vedono da tempo protagonisti: precarietà, carovita, scala mobile, tasse e tariffe, salute, servizi e trasporti pubblici, immigrazione, ecc...

In questa direzione potrà essere sicuramente di ausilio il Questionario-inchiesta, predisposto dal Coordinamento Nazionale, che sarà presto disponibile e che mira ad effettuare una approfondita e puntuale “ricognizione” di tutte le realtà dell’organizzazione.

Prendendo ad esempio l’attività sindacale di posto di lavoro, dobbiamo sapere quali modalità e strumenti utilizzano i nostri rappresentanti (prima delle contrattazioni si fanno le assemblee con i lavoratori? alle contrattazioni si va da soli o insieme ai territoriali? a conclusione delle stesse si informano i lavoratori? che tipo di rapporto abbiamo con i delegati RSU? ecc…).

Così pure per quanto riguarda l’attività di categoria e territoriale, abbiamo l’esigenza di monitorare costantemente il numero degli iscritti, lo stato delle strutture, la diffusione e l’utilizzo dei servizi di cui ci siamo dotati (CAF, uffici vertenze, associazioni consumatori, patronato, servizio legale).

 

Per quanto riguarda la Puglia, con la elezione di Vendola a Presidente della Regione si sono determinate particolari condizioni sul piano politico-istituzionale che hanno aperto enormi aspettative nella società e che rischiano di esplodere in mancanza di risposte concrete e soddisfacenti.

Spetta a noi saper intercettare, interpretare e tradurre tutto ciò in iniziativa sindacale, definendo ambiti, tempi, modalità ed obiettivi degli interventi con la massima condivisione possibile.

Se saremo capaci di agire come un soggetto organizzato, coeso e coerente avremo sicuramente un rilevante ritorno in termini di immagine, consensi e risultati.

 

 

 

 

 

 

Gli ultimi avvenimenti, infatti, dimostrano l’estrema vulnerabilità del quadro politico-istituzionale sopra descritto in cui l’attuale Governo Regionale, di fronte alle numerose vertenze che abbiamo messo in piedi, reagisce da un lato con l’indisponibilità a riconoscere pienamente la nostra organizzazione, e dall’altro è costretto a convocarci e “contrattare” su tutte le questioni poste, nonostante le veementi proteste e pressioni dei sindacati concertativi (cgil in testa).

Sono solo alcune delle tante considerazioni che faccio a voce alta e sulle quali invito tutti quanti a riflettere.

 

CATEGORIE E SETTORI

Gli interventi che seguiranno illustreranno in maniera compiuta e puntuale la situazione delle categorie e dei settori.

 

I COORDINAMENTI PROVINCIALI

Nel corso dell’iter congressuale dello scorso anno, sono stati costituiti alcuni Coordinamenti Provinciali.

Questi organismi rappresentano il momento di sintesi e di incrocio del lavoro svolto sul territorio e nelle categorie.

Hanno, quindi, una funzione determinante per il consolidamento e lo sviluppo. E’ in questo ambito che possiamo individuare con più facilità le risorse e le potenzialità esistenti, gli strumenti da utilizzare, le “persone” sulle quali contare, gli impegni e le responsabilità da distribuire.

L’esperienza di questo ultimo anno ha fatto emergere, però, che in molti territori i Coordinamenti Provinciali si sono riuniti poche volte. In alcuni casi i Delegati di una stessa città ancora non si conoscono tra di loro.

E’ una condizione che dobbiamo immediatamente superare, cominciando magari a calendarizzare una serie di incontri, provincia per provincia, per avviare un reale percorso di pieno e costante coinvolgimento di tutti i nostri delegati, prestando particolare attenzione alle nuove strutture che nel frattempo sono state aperte.

I TERRITORI

In Puglia, forse più di altre regioni, da sempre abbiamo cercato di favorire il radicamento, il consolidamento e l’espansione della nostra organizzazione su tutti i territori provinciali.

In questo senso, abbiamo concretamente ed economicamente sostenuto, l’apertura di sedi territoriali, laddove si venivano a creare le condizioni minime per consentirne il loro funzionamento.

Oggi, questo progetto è in una avanzata fase di realizzazione e credo che, in tempi ragionevolmente brevi, possiamo riuscire a dotare tutte le province degli strumenti e dei servizi indispensabili a garantire la nostra attività sindacale.

Per far questo però è necessario che, a partire dai presenti,  ci sia una piena assunzione di responsabilità per impegnarsi in una massiccia campagna di adesioni che, magari entro fino anno, possa consentire di raggiungere in ogni territorio un livello di “autosufficienza”, sia sul piano politico-sindacale sia su quello economico.

 

 

 

Illustro, in sintesi, la situazione attuale:

 

- BARI

E’ la Federazione che ha registrato in questi anni un significativo sviluppo in tutte le categorie e rappresenta oggi circa il 65% del totale degli iscritti della Puglia.

Abbiamo aperto l’intervento sindacale in molti settori del mondo del lavoro, Pubblico Impiego, Privato, Cooperative, LSU, Trasporti, Precari, Metalmeccanici, Immigrati, Pensionati, ecc….

E’ di questi giorni la costituzione di una struttura RdB nell’AMIU di Bari che è la più grossa azienda municipalizzata della città.

Cerchiamo di essere presenti e di inserirci in tutti gli avvenimenti di carattere sociale, politico e sindacale che accadono sul territorio, riuscendo molte volte ad “imporre” il nostro punto di vista nelle numerose vertenze che seguiamo.

Sono attivi molti servizi - Assistenza fiscale e previdenziale, Ufficio Vertenze, Assistenza legale – e da oltre un anno è operativo lo “Sportello dei Diritti” rivolto principalmente agli Immigrati ed ai Lavoratori Precari.

Abbiamo per quello che è stato possibile supportato l’attività sindacale sul piano regionale, sovraccaricando di responsabilità ed impegni le poche persone che di fatto assicurano il lavoro con una certa continuità.

E’ una condizione che rischia di non essere sostenibile ancora per molto tempo ed è anche per queste ragioni che con caparbietà abbiamo cercato e cerchiamo di favorire e di strutturare la presenza della nostra organizzazione in ogni provincia, in modo da “decentrare” almeno una parte del notevole carico di lavoro svolto.

 

-   BRINDISI

Accanto alla presenza di alcuni “quadri storici” delle RdB, sinora assorbiti dal lavoro aziendale e, in parte, settoriale, si sono costituite nuove strutture i cui rappresentanti, come è emerso anche dalle ultime riunioni, hanno manifestato con forza la volontà di impegnarsi sul territorio, prevedendo anche l’apertura di una sede.

In tal senso potrebbe essere utile sotto ogni aspetto realizzare questo passaggio insieme alle altre Categorie aderenti alla CUB (Metalmeccanici, Unione Inquilini, Trasporto Aereo) presenti in quel territorio e che hanno già dato la loro disponibilità.

 

-   FOGGIA

E’ stata la prima sede delle RdB in Puglia, coordinata per lo più dai nostri rappresentanti del Settore Trasporti.

Se da un lato, ciò ha rappresentato una ricchezza, in quanto è stato possibile far tesoro delle lotte e delle esperienze che quel settore ha saputo affrontare e mettere in campo, dall’altro lato, tenuto conto della mancanza di diritti ed agibilità tuttora negate nel settore trasporti,  ha segnato ulteriori ed oggettive difficoltà nel seguire e garantire l’intervento sindacale in altre categorie.

Oggi, grazie anche alla disponibilità espressa da alcuni Rappresentanti del Pubblico Impiego di Foggia è stato possibile costruire diverse ed importanti iniziative, in particolare con i Precari della Sanità e nel Ministero della Giustizia.

Spetta ora al Coordinamento Provinciale, che è stato costituito al congresso dello scorso anno, dare continuità e forza a quanto finora prodotto.

In cartella troverete una interessante scheda che riassume la situazione nella Capitanata.

 

 

 

 

-   LECCE

Da tempo abbiamo insistito nel mantenere la nostra presenza in questo vasto ed importante territorio.

Circa un anno fa, grazie alla coerenza e determinazione di molti nostri rappresentanti storici (cooperative, ministero interni, sanità, ecc...) ed all’adesione di nuovi ed importanti settori del Pubblico Impiego (Giustizia, Agenzie Fiscali, ecc..) si è determinata una condizione favorevole che ci ha consentito di aprire una Sede, logisticamente molto funzionale e ubicata nel centro della città.

Per il momento buona parte dei costi sono sostenuti dalla Federazione di Bari, ma ritengo che in tempi brevi, così come riaffermato dal Coordinamento Provinciale di Lecce, si riuscirà e superare ritardi e difficoltà e mettere a punto un programma di lavoro e di sviluppo da realizzare entro questo anno.

In questo senso, va inquadrata la interessante prospettiva che si è aperta sul piano nazionale con la dichiarata volontà di pezzi consistenti dell’organizzazione di base SLAI Cobas di avviare un percorso comune con la CUB.

A Lecce, in particolare, stiamo seguendo e coltivando una situazione estremamente importante che potrà, già dalle prossime settimane, vedere tutto lo SLAI Cobas di Lecce, un soggetto sindacale molto radicato in quel territorio e che organizza diverse centinaia di lavoratori per lo più del settore privato, collaborare con la nostra organizzazione, cominciando a condividere sede, strumenti ed iniziative.

 

-   TARANTO

In questa provincia, dobbiamo recuperare al più presto qualche passaggio, rimettendo insieme le notevoli capacità, competenze, e disponibilità individuali che hanno contribuito a segnare un sensibile incremento di strutture, iscritti e iniziative.

Va, quindi, definito un progetto di lavoro comune intorno al quale chiamare e coinvolgere tutte le risorse esistenti sul territorio, attraverso la costituzione del Coordinamento Provinciale.

In questo senso, ritengo che la Federazione Regionale può e deve svolgere un ruolo determinante per superare in tempi brevi questi ritardi.

 

-   BAT

Sarà tra breve la sesta provincia della Puglia e comprenderà nel suo territorio alcune città del nord barese e del basso foggiano.

Numerose sono le strutture oggi esistenti che hanno espresso ottimi quadri dirigenti dell’organizzazione.

In questi giorni, siamo stati contattati da consistenti gruppi di giovani lavoratori precari di Trani e Barletta che già in passato hanno partecipato alle nostre iniziative (scioperi, manifestazioni, May Day) e che vogliono aderire organicamente alle RdB.

Sembrano, quindi, maturate nuove e interessanti condizioni che ci consentiranno di operare nella prospettiva di costituire una struttura provinciale per meglio coordinare e sviluppare la nostra attività.

 

 

 

 

 

PROPOSTE DI LAVORO

Da questo congresso dovremo uscire con alcune concrete indicazioni e precisi impegni.

Oggi più che mai, dobbiamo adeguare le strutture e gli organismi dell’organizzazione dotandoci di argomentazioni, strumenti, modalità e metodi di lavoro capaci di sostenere un intervento sindacale che, presumibilmente,  avverrà in un mutato quadro politico nel quale si configura chiaramente un nuovo “patto di concertazione” tra il futuro Governo, cgil-cisl e uil e la Confindustria.

La conclusione del recente congresso della cgil, se qualcuno nutriva ancora qualche speranza,  conferma appieno questo scenario.

E’, quindi, indispensabile attrezzarsi da subito per affrontare alcuni punti che contraddistinguono  e qualificano il nostro modo di essere sindacato di base, indipendente e conflittuale.

 

In tal senso, propongo di dare vita a specifici “Gruppi” che si assumano la responsabilità di seguire e gestire determinati aspetti e tematiche della nostra attività.

Per alcuni di questi ne cito solo i titoli:

 

- CAMPAGNE NAZIONALI

       Scala mobile – Precariato - Privatizzazioni – TFR

 

- ORGANIZZAZIONE E COMUNICAZIONE INTERNA

      Iscrizioni - rapporti con e tra strutture e territori – relazioni con i mass media - risorse

 

- VERTENZE

       Obiettivi – Gestione – Interlocutori - Iniziative  

 

- SERVIZI

      CAF - Assistenza Legale – Assistenza Previdenziale – Sportelli diritti precari e immigrati

 

- FORMAZIONE

      Incontri tematici su Sicurezza, Busta paga, Previdenza, Contrattazione, ecc..

 

 

A prima vista potrà sembrare un progetto ambizioso e difficilmente realizzabile, ma quanti qualche tempo fa avrebbero scommesso un solo centesimo sulla nostra capacità di resistere.

Eppure siamo qui più forti e determinati di prima, perché credo che in ognuno di noi siano riposte tutte le motivazioni, le convinzioni, le energie alle quali abbiamo fatto e facciamo ricorso ogni volta che, di fronte alle innumerevoli difficoltà e sacrifici, ci siamo posti la domanda se tutto ciò ne valesse la pena.

E ogni volta abbiamo continuato e siamo andati avanti.

E sarà così anche questa volta.

 

Grazie e buon lavoro.

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