Caro carburanti: diamo sostegno alle Lavoratrici e ai Lavoratori

Inviata alle Regioni Puglia e Basilicata una proposta finalizzata ad affrontare le conseguenze che l’aumento del costo dei carburanti sta producendo sulle Lavoratrici e sui Lavoratori che, per raggiungere il proprio posto di lavoro, sono costretti quotidianamente a utilizzare il mezzo privato.

Bari -

Partiamo da un punto che riteniamo fondamentale: la risposta strutturale a questo problema non può essere rappresentata da bonus o contributi destinati a rendere permanente l’utilizzo dell’automobile. La risposta deve essere un Trasporto Pubblico Regionale e Locale più capillare, con più servizi, maggiori frequenze e una programmazione realmente costruita anche attorno alle esigenze di chi lavora.

In Puglia e Basilicata sono ancora troppe le situazioni nelle quali il Trasporto Pubblico non rappresenta una reale alternativa al mezzo privato. Il problema riguarda chi vive o lavora in territori scarsamente collegati, ma soprattutto le migliaia di persone che ogni giorno devono raggiungere aree industriali, produttive, logistiche, commerciali e turistiche nelle quali l’offerta di trasporto è insufficiente o del tutto assente.

La questione diventa ancora più evidente per chi lavora su turni. Se il primo autobus parte dopo l’inizio della prestazione o l’ultima corsa è prevista prima della fine del turno, l’esistenza formale di una linea non risolve alcun problema. Lo stesso vale per chi lavora nelle ore notturne, la domenica e nei giorni festivi, quando l’offerta di Trasporto Pubblico si riduce ulteriormente.

Per questo abbiamo chiesto alle due Regioni di intervenire innanzitutto sulla programmazione del TPL, aumentando i servizi nelle fasce oggi scoperte, anticipando e prolungando gli orari delle corse, rafforzando i collegamenti domenicali e festivi e costruendo servizi adeguati verso le principali aree industriali e produttive.

Una scelta che consentirebbe non soltanto di offrire una reale alternativa all’automobile, ma anche di intervenire indirettamente sul salario delle Lavoratrici e dei Lavoratori, riducendo una voce di spesa che oggi pesa sempre di più sui bilanci familiari.

Il problema, però, è che mentre il potenziamento del Trasporto Pubblico richiede programmazione e investimenti, il caro carburanti incide sui salari già oggi.

Per chi è costretto a percorrere quotidianamente decine di chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro, l’automobile non rappresenta una comodità ma uno strumento indispensabile per poter lavorare. L’aumento del costo dei carburanti trasforma questa mancanza di alternative in un’ulteriore erosione del salario reale, già gravato dai costi che l’utilizzo quotidiano del mezzo privato comporta: manutenzione, assicurazione, pneumatici, eventuali pedaggi e parcheggi, oltre alla progressiva usura del veicolo.

Una condizione che rischia di diventare ancora più pesante in una fase nella quale, anche in diverse aziende pubbliche e partecipate, vengono ridotte le possibilità di ricorso al lavoro agile. Naturalmente non tutte le attività possono essere svolte da remoto e una parte consistente del lavoro richiede necessariamente la presenza fisica; tuttavia, laddove le mansioni siano compatibili con il lavoro agile, ridurne l’utilizzo significa anche aumentare gli spostamenti casa-lavoro e trasferire ulteriori costi sulle persone.

È all’interno di questo quadro che la USB Lavoro Privato - Settore TPL propone a Regione Puglia e Regione Basilicata, nelle more del necessario potenziamento del Trasporto Pubblico e quale misura straordinaria per affrontare l’attuale fase di caro carburanti, l’istituzione di un Fondo regionale di sostegno alla mobilità casa-lavoro.

Non immaginiamo un generico “bonus benzina”, né tantomeno uno strumento destinato a incentivare strutturalmente l’utilizzo del mezzo privato. La proposta riguarda esclusivamente quelle Lavoratrici e quei Lavoratori che non dispongono di un servizio pubblico concretamente utilizzabile per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Come base di confronto abbiamo proposto una soglia ISEE fino a 30.000 euro, prevedendo una modulazione del sostegno che tenga conto sia della condizione economica sia della distanza effettivamente percorsa tra abitazione e luogo di lavoro e delle giornate di effettiva presenza.

Riteniamo infatti che una misura di questo tipo debba avere una chiara funzione redistributiva: chi dispone di un reddito più basso e, nello stesso tempo, è costretto a percorrere ogni mese centinaia o migliaia di chilometri perché privo di un’alternativa pubblica deve ricevere un sostegno maggiore.

Ma la nostra proposta non si ferma al contributo economico.

Abbiamo chiesto che le richieste di accesso al Fondo e la ricognizione degli spostamenti casa-lavoro vengano utilizzate dalle Regioni anche per individuare le aree nelle quali il Trasporto Pubblico oggi non riesce a rispondere alla domanda reale di mobilità. Se centinaia di Lavoratrici e Lavoratori sono costretti ogni giorno a raggiungere con la propria automobile la stessa area industriale o produttiva, il problema non può essere affrontato soltanto riconoscendo loro un contributo: occorre programmare un servizio pubblico che raggiunga quell’area e lo faccia negli orari nei quali le persone entrano ed escono dal lavoro.

È questo il punto politico della proposta avanzata dalla USB.

Non vogliamo finanziare un modello di mobilità fondato sull’automobile privata. Vogliamo che le Regioni investano maggiormente nel Trasporto Pubblico, aumentino i servizi e inizino a programmare l’offerta anche sulla base degli orari e dei luoghi reali del lavoro.

Ma fino a quando questa alternativa non sarà concretamente garantita, riteniamo che non possano essere ancora una volta le Lavoratrici e i Lavoratori a sostenere interamente il costo delle carenze del sistema.

Il caro carburanti, per chi non dispone di alternative, non è soltanto un problema di mobilità: è una questione salariale. Ogni euro in più necessario per raggiungere il posto di lavoro è un euro sottratto a salari che hanno già perso potere d’acquisto sotto il peso dell’aumento generale del costo della vita.

È su questo terreno che chiediamo alle Regioni Puglia e Basilicata di assumersi una responsabilità politica precisa.

Non basta prendere atto dell’aumento dei carburanti. Servono risorse e scelte concrete.

Chiediamo alle due Regioni di individuare nell’immediato le risorse necessarie per finanziare una misura straordinaria di sostegno alla mobilità casa-lavoro, rivolta alle fasce di reddito individuate e a chi possa dimostrare l’assenza di un’alternativa pubblica concretamente utilizzabile.

Allo stesso tempo chiediamo che venga avviata una revisione della programmazione del Trasporto Pubblico Regionale e Locale, individuando le aree produttive e le fasce orarie oggi scoperte e destinando risorse all’aumento dei servizi.

Le due cose devono procedere insieme.

Sostenere oggi chi è costretto a prendere l’automobile e costruire le condizioni perché domani non sia più costretto a farlo.

Per questo la USB Lavoro Privato - Settore TPL chiede ai Presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata e ai rispettivi Assessori ai Trasporti di convocare uno specifico tavolo di confronto, con l’obiettivo di verificare concretamente la possibilità di finanziare la misura già nell’attuale fase emergenziale e di individuare gli interventi necessari per rafforzare strutturalmente l’offerta di TPL.

La nostra proposta è sul tavolo. Ora serve una risposta politica.

Il costo delle carenze del Trasporto Pubblico e del caro carburanti non può continuare a essere scaricato sui salari.

Servono più autobus, più treni, più servizi e più Trasporto Pubblico. E, fino a quando questa alternativa non sarà realmente garantita, servono risorse per sostenere le Lavoratrici e i Lavoratori che non hanno altra possibilità che utilizzare il proprio mezzo.