Basta appalti, basta precarietà: il personale della Rendella va internalizzato!

Il 16 ottobre le Lavoratrici e i Lavoratori della Biblioteca civica “Prospero Rendella” scioperano.

Bari -

Il 16 ottobre le Lavoratrici e i Lavoratori della Biblioteca “Prospero Rendella” di Monopoli scioperano.

Non perché non abbiamo provato a parlare. Al contrario: sono state segnalate le criticità, chiesto risposte, cercato il confronto con la cooperativa e con il Comune, coinvolto le istituzioni competenti. È stato fatto tutto quello che, in una situazione normale, dovrebbe servire a risolvere i problemi prima che diventino conflitti.

Ma forse alla Rendella il confronto funziona secondo una regola particolare: si può discutere di tutto, purché alla fine non cambi nulla.

Nel frattempo, il problema della climatizzazione resta, mentre le Lavoratrici e i Lavoratori continuano a garantire il servizio. Una soluzione molto comoda: la Biblioteca resta aperta e il problema, almeno finché è chi lavora a sopportarlo, può sembrare meno urgente.
È una logica curiosa. Quando il servizio funziona, funziona grazie al personale. Quando ci sono problemi, invece, il personale sembra diventare un dettaglio.

Ma sono i dettagli quelli che tengono aperta la Biblioteca.

E così la Rendella continua a rappresentare perfettamente il paradosso degli appalti pubblici: il servizio è stabile, il bisogno è permanente, il lavoro è indispensabile, ma chi lo svolge deve continuare a vivere nell'incertezza.

Una condizione evidentemente considerata normale.

Normale che una biblioteca pubblica abbia bisogno ogni giorno delle stesse persone, ma che il loro futuro possa essere rimesso in discussione ogni volta che scade un appalto. Normale che il Comune programmi una nuova gara mentre ancora si discute delle condizioni nelle quali il personale lavora.
Normale che si parli di cultura, valorizzazione, qualità e servizi alla cittadinanza e poi, quando si arriva alle Lavoratrici e ai Lavoratori che tutto questo lo rendono concretamente possibile, si torni alla vecchia e rassicurante parola: appalto.

Per noi non è normale affatto. E non è nemmeno inevitabile.

Se il Comune considera la Rendella un palcoscenico stabile della propria offerta culturale, deve assumersi anche la responsabilità di organizzare in modo stabile il lavoro necessario a garantirla. Continuare a esternalizzare un servizio strutturale significa invece trasferire all’esterno una parte della responsabilità pubblica, lasciando alle Lavoratrici e ai Lavoratori il costo dell’incertezza.

La domanda, allora, non è quale sarà il prossimo gestore. La domanda è perché debba esserci ancora un gestore esterno.

La Rendella deve essere un servizio pubblico anche nel lavoro che la sostiene.

Per questo il 16 ottobre sciopereremo. Non contro la Biblioteca, ma per affermare un principio preciso: la responsabilità pubblica non può fermarsi alla porta della Rendella, lasciando fuori proprio chi ogni giorno garantisce il funzionamento del servizio.

Lo sciopero nasce da una vertenza sul lavoro, ma pone una questione che riguarda il modo stesso in cui il Comune concepisce e organizza i propri servizi.

BASTA APPALTI ALLA RENDELLA.

INTERNALIZZARE IL PERSONALE È UNA SCELTA DI DIGNITÀ DEL LAVORO E DI QUALITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO.

16 OTTOBRE 2026: SCIOPERO ALLA RENDELLA