USB NATUZZI: Dichiarazione in merito all'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 29 giugno

Bari -

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi (29/6/2016) compare un articolo in cui è riportato il commento del Segretario della Feneal-Uil in merito all’incontro della Task force riunitasi ieri presso la Regione Puglia. Il sindacalista dice testualmente: “Abbiamo ribadito anche oggi che l’azienda deve rispettare l’accordo del 2013 e ricollocare i lavoratori. Non importa dove, ma deve ricollocarli. […]”. Naturalmente spesso i giornalisti interpretano le dichiarazioni rilasciate in modo non esatto, quindi la postilla sul giornale va accolta con il beneficio del dubbio. Tuttavia, a me sembra che non si tratti di una bufala di stampa, ma è riportata l’esatta posizione sia della Feneal-Uil, come della Fillea-Cgil e della Filca-Cisl, in quanto la dichiarazione è conforme agli accordi sottoscritti fin’ora dalle tre federazioni. In pratica il ragionamento che essi fanno è: considerato che le tanto auspicate New Co. non si sono ancora viste nel territorio (come era ampiamente prevedibile da tutti, tranne da loro tre che ogni tanto annunciavano l’insediamento di qualche Start up che puntualmente poi spariva nel nulla) ora, quindi, Natuzzi deve rispettare l’accordo del 2013 (probabilmente si riferisce a quello del 10 ottobre 2013 sottoscritto al MiSE) in cui si riconosceva che alla Natuzzi Spa c’erano esuberi strutturali, pertanto quest’ultima si doveva impegnare in prima persona a costituire le New Co., con sede in via prioritaria a Ginosa, nonché successivamente a La Martella e Santeramo, per poi affidarle commesse e stipulare accordi commerciali.

Risultato: il proprietario delle New Co. potrà attingere ai fondi messi a disposizione dall’Accordo di Programma e avere alle sue dipendenze maestranze assunte con il Jobs Act e con una retribuzione d’ingresso, mentre i lavoratori subirebbero un netto regresso dal punto di vista dei diritti e del salario e non conserverebbero nessuna certezza per il futuro. Ancora una volta i sindacati confederali avrebbero tutelato in pieno gli interessi di Natuzzi, spacciandoli per interessi degli operai.

Vorrei tanto sbagliare e ammetterlo, chiedendo scusa. Faccio notare però che l’USB dice che gli attuali esiliati a Ginosa sono dipendenti della Natuzzi ed è un loro sacrosanto diritto rientrare in produzione alla Natuzzi e le Istituzioni e l’azienda devono garantire il rispetto di tale diritto. Se Cgil, Cisl e Uil sono d’accordo con noi non si capisce perché ricorrono a concetti ambigui ed equivoci come “Natuzzi deve ricollocarli non importa dove”.

A tutti i lavoratori che la scorsa settimana hanno partecipato all’assemblea delle sopra citate OO.SS. tenutasi a Santeramo, e che possono testimoniare che gli oratori si sono impegnati a tutelare il diritto dei lavoratori a continuare a far parte della Natuzzi Spa, consiglio di contattare al più presto i referenti di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Fneal-Uil e farsi dare delucidazioni in merito. Come si dice in loco “il ferro va battuto finché caldo”.

Felice Dileo

USB-Natuzzi