USB BARI: OERLIKON GRAZIANO - DICIAMO NO AL WELFARE AZIENDALE!

Bari -

IL GIOCO DELLE TRE CARTE DEL SALARIO AL PREMIO IN WELFARE…….? DICIAMO NO

 

Il rinnovo dell’ultimo CCNL dei metalmeccanici non solo ha arretrato i salari rispetto all’aumento dei consumi quotidiani, ma ha anche introdotto un PREMIO DI RISULTATO elargito non più in moneta spendibile ma in WELFARE.

Siamo di fronte ad una colossale presa in giro!

ECCO PERCHE’ RIDEVANO!

Oggi, c’è una prima conferma dei danni provocati: da giugno 2017, i salari dei metalmeccanici aumentano mediamente di 1,77 € lordi mensili, ovvero di miseri 0,83 € netti mensili. Per di più, ora provano a sbandierare e vogliono “retribuirci” in WELFARE: una serie di “benefici” di carattere assistenziale.

Invero, il welfare aziendale conviene concretamente solo alle aziende.

Il lavoratore ci perde due volte:

1. I soldi sembrano aumentare ma invece diminuiscono. Difatti, poiché il salario è costituito da tre componenti: stipendio salario differito (tredicesima, TFR, pensione) e salario sociale (servizi pubblici), un modo per ridurre il salario stesso, è quello di spostare quote salariali tra queste tre componenti, per OCCULTARNE LA RIDUZIONE TOTALE.

ED ECCO IL WELFARE AZIEDALE, che sembra far aumentare lo stipendio netto in realtà sostanzialmente lo diminuisce perché scompare quello differito (TFR, PENSIONE…). A DIMINUIRE E’ SOPRATTUTTO IL COSTO DEL LAVORO DA PARTE DEL PADRONE che beneficerà di una detassazione fino al 40%.

MA RAGIONIAMO: Se ad esempio un lavoratore guadagna 1000,00 euro di retribuzione mensile, su questi deve versare il 9,49% di contributi INPS per la sua futura pensione. L’azienda invece deve versarne il 23,5%. L’azienda, inoltre, su questi 1000,00 euro di retribuzione deve accantonare il 7,4% a titolo di TFR che a fine rapporto dovrà liquidare al lavoratore. E così anche per il premio di risultato in denaro in busta paga (che riceverà pure una tassazione agevolata IRPEF al 10%).

Se invece, un lavoratore decide di aderire al pacchetto Welfare aziendale ad esempio di 1000,00 euro, decide di decurtarsi il proprio stipendio globale rinunciando a:

- quota di TFR annuale di 74,00 euro (il 7,4%) che l’azienda non verserà;

- contributi pensionistici che non si verserà (il 9,49%) per 94,90 euro;

- contributi pensionistici che l’azienda non verserà (il 23,5%) per 235,00 euro.

 

Somme, quest’ultime da calcolare ai fini pensionistici essendo il nostro sistema di

tipo retributivo e cioè a più retribuzione conseguita corrisponderà una maggior

pensione e viceversa.

2. La consistente detassazione concessa alle aziende con il ricorso ai pacchetti di

welfare costringerà lo Stato - a seguito di meno entrate fiscali - a destinare meno fondi a sanità, istruzione, servizi e pensioni pubbliche e quindi gioco forza ad aumentare le

prestazioni sociali.

Invece di destinare i nostri soldi alla fiscalità generale, ci stanno spingendo a

indirizzarli verso strutture private per poter smantellare lo stato sociale pubblico.

Il welfare aziendale è funzionale al disfacimento dei servizi pubblici fondamentali.

Le aziende, poi, oltre a pagare meno tasse hanno anche l’opportunità di

scegliere quali benefits “offrire”, indirizzando i consumi dei propri dipendenti,

facendo affari con i distributori e contribuendo alla costruzione di monopoli dei servizi

e merci.

OGGI I LAVORATORI POSSONO DECIDERE DI NON ADERIRE!

RAGIONIAMO…..DICIAMO NO AL WELFARE AZIENDALE! NON FACCIAMOCI

TOGLIERE SOLDI E DIRITTI! NO ALLA MANO IN TASCA DEI LAVORATORI!

ORGANIZZATI CON LA USB….CAMBIARE SI DEVE

 

USB OERLIKON GRAZIANO BARI