exLSU/ATA siamo alle solite… licenziamenti, FIS e ricatti. L’USB dice NO!

Bari -

 

Anno nuovo vita nuova? Macché… i detti popolari spesso ci azzeccano ma, quando si tratta dei Lavoratori exLSU impegnati nelle Istituzioni Scolastiche siamo oramai, nostro malgrado, abituati a tutto.

Appena aperto l’anno, le Aziende e Coop. che gestiscono gli appalti milionari non contenti della ennesima mancia elettorale (la proroga fino ad agosto 2019), questa volta inserita addirittura nella Legge di Bilancio, hanno riaperto le “PROCEDURE DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO”.

Il motivo? Semplice: i soldi ci sono ma non abbiamo certezza di quando ce li daranno.

Fare l’imprenditore in questo settore è semplice e senza rischi, anzi non si corre neanche il rischio di dover sopportare, come per tutte le altre attività lavorative, il cosiddetto rischio d’impresa (così lo chiama il Codice Civile).

Allora, perché aprire l’anno con i licenziamenti collettivi?

Perché si vuole fare, semplicemente, CASSA alle spalle dei Lavoratori e delle casse Pubbliche.

Così avviene che all’incontro con le Aziende, queste ci presentano un “verbale”, tra l’altro già sottoscritto dai soliti sindacati amici e complici, in cui si prevede un periodo di FIS dal 19 Gennaio al 28 Febbraio.

Insomma, ai Lavoratori viene chiesto un ulteriore sacrificio economico (la FIS prevede una perdita della retribuzione lorda tra il 20/30%) si aggiunge, inoltre, che le cosiddette procedure di licenziamento restino “APERTE” fino al 31/12/2018 (“A tal riguardo, ai sensi dell’art. 8 comma 4 della legge 236/93, in deroga al termine legale di 120 giorni - la collocazione in mobilità dei lavoratori potrà avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2018.”) lasciando alle aziende la possibilità di ricattare il MIUR e chiedere, magari, altra FIS per i periodi estivi.

Ma non basta! Evidentemente, forti del sostegno di cgilcisluil, le aziende vanno oltre e ci chiedono di sottoscrivere il verbale con una “condivisione” delle procedure di esubero/licenziamento, e l'individuazione di fuoriuscite "volontarie" (SOLO a PAROLE TALI), secondo “il criterio della non opposizione al licenziamento”. Della serie non la chiudiamo qua!

L’USB in riferimento alla "proposta" avanzata dalle aziende sentite le Rappresentanze Sindacali Aziendali e le Federazioni territoriali dell’USB impegnate nelle Regioni dove persiste le gare Consip ha comunicato

“LA VOLONTÀ DI NON SOTTOSCRIVERE LA PROPOSTA AVANZATA DALLE AZIENDE”.

 

NOI NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UN SISTEMA CHE NON VUOLE RISOLVERE

IL PROBLEMA E CERCA, SOLO, DI FARE CASSA.

 

L’USB ribadisce che la procedura di licenziamento è irricevibile visto che in data 29/12 u.s. è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la LEGGE n. 205 del 27/12/2017 (Bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2018-2020) che prevede all’Art. 1 comma 687 e successivi la cosiddetta prosecuzione/proroga dei servizi svolti dai Lavoratori exLSU.

Così come riaffermiamo, semmai ce ne fosse bisogno, che LA SOLUZIONE DI QUESTA LUNGA VERTENZA (che si trascina dal 2001, se non da prima con la gestione LSU) RESTA SOLO LA INTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO E L’ASSUNZIONE ATA DI TUTTI GLI ADDETTI.

Una soluzione, che fino a ieri, per molti era impensabile se non impossibile ma che oggi sembra fare breccia anche nel Parlamento. Tant’è che la Legge di Bilancio prevede la stabilizzazione già di 500 Lavoratori exLSU impegnati nelle Scuole di Palermo. Una piccola goccia che rompe l’assordante muro di silenzio su questa vertenza e su migliaia di Lavoratori.

L’USB, da subito, chiede al Ministero del Lavoro e dell’Istruzione una convocazione con le Aziende per smascherare quest’ennesimo ricatto e aprire una stagione di stabilizzazione di tutti i Lavoratori exLSU.

Basta tergiversare sulla pelle dei Lavoratori,

basta ricatti, basta inciuci!

Roma, Gennaio 2018